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Last readings: Da cosa nasce cosa // Bruno Munari

Ho acquistato questo libro circa un anno fa, in preda a quell’euforia che ti coglie quando entri in una libreria e senti l’odore delle pagine stampate. Finalmente, di recente, l’ho letto. In brevissimo tempo, perché è questo l’effetto che esercita il libro sui lettori: si tratta di una favola, raccontata da un maestro.

E’ incredibile come, con una formazione da ingegnere-architetto come la mia, non sia mai venuta a conoscenza di un simile saggio, durante gli anni della mia formazione universitaria. Come nessuno mai abbia menzionato il suo nome, in nessuno dei corsi che ho frequentato. Ricordo ancora il primo impatto con il progetto e la composizione: “da dove inizio?”.

In queste pagine Munari svela il mistero della progettazione: un processo ben strutturato più che un gesto compiuto sotto illuminazione divina. E lo fa in una maniera che quasi commuove, con parole da cui emerge tutto il suo genuino amore per il tema. Un amore contagioso.

Non posso non riportare alcune delle sue parole, quelle che meglio, nel contesto di questo saggio, inquadrano il suo pensiero sul design.

Il lusso è la manifestazione della ricchezza incivile che vuole impressionare chi è rimasto povero.
E’ la manifestazione dell’importanza che viene data all’esteriorità e rivela la mancanza di interesse per tutto ciò che è elevazione culturale. E’ il trionfo dell’apparenza sulla sostanza.

Il lusso è una necessità per tanta gente che vuole avere una sensazione di dominio sugli altri. Ma gli altri, se sono persone civili, sanno che il lusso è finzione, se sono persone ignoranti ammireranno e magari invidieranno chi vive nel lusso. Ma a chi interessa l’ammirazione degli ignoranti? Forse agli stupidi.
Infatti il lusso è una manifestazione di stupidità. Per esempio: a che cosa servono i rubinetti d’oro? Se da quei rubinetti d’oro esce un’acqua inquinata non è più intelligente, con la stessa spesa, mettere un depuratore d’acqua e tenere i rubinetti normali? Il lusso è quindi l’uso sbagliato di materiali costosi che non migliora le funzioni. Quindi è una stupidaggine.

Naturalmente il lusso è legato all’arroganza e al dominio sugli altri. E’ legato ad un falso senso di autorità. In antico l’autorità era lo stregone che aveva abbellimenti e oggetti che lui solo poteva avere.
I re e i potenti erano vestiti con costosissimi tessuti e pellicce. Più il popolo era tenuto nell’ignoranza e più l’autorità si mostrava paludata di ricchezze. E ancora oggi in molte nazioni si verificano queste manifestazioni di apparenze miracolose. Contemporaneamente però nella gente sana si fa strada la conoscenza della realtà delle cose e non dell’apparenza. Il modello non è più il lusso e la ricchezza non è più tanto l’avere quanto l’essere (per dirla con Erich Fromm).
Man mano che l’analfabetismo diminuisce l’autorità apparente cade e al posto dell’autorità imposta si considera l’autorità riconosciuta. Un cretino seduto su un grande trono poteva forse suggestionare in un tempo passato ma oggi, e soprattutto domani, si spera che non sia più così. Spariranno i troni e le poltrone di lusso per i dirigenti imposti, gli arredi speciali per i capi, le cattedre di lusso alzate su pedane di mogano, i paludamenti, i gradi, e tutto ciò che serviva per suggestionare.
Insomma, voglio dire che il lusso non è un problema di design.

Il lusso – Bruno Munari: Da cosa nasce cosa, 1981, Editori Laterza

La lettura del libro ha un duplice valore: educativo, per chi sta iniziando, e stimolante (la produzione di endorfine è assicurata), per chi come me è progettista ed è innamorato della progettazione.

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